Più della metà degli incendi boschivi sono dolosi

L'anno 2011 ha visto un aumento del numero di incendi boschivi nel territorio di Forlì-Cesena rispetto ai tre anni precedenti, quando si era raggiunto il limite minimo storico

L’anno 2011 ha visto un aumento del numero di incendi boschivi nel territorio di Forlì-Cesena rispetto ai tre anni precedenti, quando si era raggiunto il limite minimo storico. In gran parte questo è stato dovuto anche all’effetto di stagioni estive pregresse maggiormente piovose. Il numero degli incendi estivi e la loro estensione sul territorio provinciale resta tuttavia contenuto grazie alle attività di prevenzione messe in campo da tutti gli organi preposti, con il prezioso ausilio del volontariato di protezione civile.

Anche per l’anno 2012 è stata rinnovata la campagna anti-incendio boschivo, stabilmente attuata sul territorio di Forlì-Cesena negli ultimi anni grazie al Protocollo d’intesa sugli incendi boschivi del 19 settembre 2008. Dal 1 luglio fino al 30 settembre è attiva la fase di attenzione. Nel 2011 gli interventi di spegnimento dei roghi sono stati 19 nel territorio di Forlì-Cesena, per un totale di 64,1 ettari bruciati. Nei primi sei mesi del 2012 gli interventi sono stati 5, con una superficie bruciata di 3,8 ettari.
 
Per quanto riguarda i 19 casi di incendio registrati nel 2011 nella banca-dati nazionale del Corpo Forestale dello Stato, forniti dal Comando provinciale di Forlì-Cesena, questi sono così suddivisi:  4 incendi boschivi per cause colpose (21%) di cui 3 dovute ad attività agricole e 1 da mozziconi di sigaretta 11 incendi boschivi per cause dolose (58%) di cui 3 per questioni di caccia e bracconaggio, 1 per turbe psicologiche o mentali, 5 da cause dolose non ben definite, 1 per gioco o divertimento, 1 per conflitti o vendette personali; e 4 incendi boschivi per cause non individuabili (21%)

 Per i 5 casi di incendio registrati nel 2012, le origini censite sono le seguenti: 3 incendi boschivi per cause dolose di cui 1 per pulizia della vegetazione da infestanti, 1 per piromania, 1 per altro crimine;  2 incendi boschivi per cause dubbie fra dolose e colpose, entrambe per pulizia di aree in stato di abbandono.

 
Il volontariato di protezione civile contribuisce alla prevenzione dei roghi con 180 volontari formati all’avvistamento di cui circa 150 operativi  in attività di repressione di tale fenomeno. Le attività di avvistamento fisso si svolgono il sabato e la domenica in 18 postazioni dalle 12 alle 19, a coppie di volontari. A questo si aggiunge l’avvistamento mobile, realizzato su 3 percorsi concentrati nelle zone di Sogliano al Rubicone, vallata del Savio e vallate del Montone e Tramazzo. Le attività di repressione degli incendi, invece, sono organizzate tramite 12 squadre di supporto alle strutture operative preposte (Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato) per attività di supporto logistico e bonifica.

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Commenti (1)

  • Altro che far rischiare la vita ai volontari della protezione civile, vigili del fuoco e corpo forestale. Saprei io chi mettere in mezzo a quel fuoco..... quei cretini che lo appiccano!!!!!!

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