"Chiederò ad Agnelli di autografarmi la tesi di laurea": e gli Afterhours improvvisano un concerto al cinema

Federica è una dei tanti fan degli Afterhous, storica rockband milanese che mercoledì pomeriggio ha presentato all'Uci cinema del Romagna shopping valley il nuovo dvd e il doppio cd live "Noi siamo Afterhours"

"Tra dieci giorni mi laureo, sono venuta a farmi autografare la tesi da Manuel Agnelli". Federica ha 24 anni, è siciliana di origini, abita a Bologna ma studia Psicologia a Cesena, dove a brevissimo si laureerà. Sulla prima pagina della sua tesi una citazione di "Nostro anche se ci fa male", brano della sua band preferita: "Cambia cuore, resta viva, il mondo esplode intorno a te, ma il giorno crolla dentro di te. Ti maledici perchè sei diversa, ma non puoi sceglier cosa sei".

Federica è una dei tanti fan degli Afterhous, storica rockband milanese che mercoledì pomeriggio ha presentato all'Uci cinema del Romagna shopping valley il nuovo dvd e il doppio cd live "Noi siamo Afterhours", registrato durante il concerto sold out al Forum d'Assago del 10 aprile scorso. Tra i presenti in sala, ad attendere il cantante Manuel Agnelli e il violinista Rodrigo D'Erasmo ci sono uomini e donne di ogni età, fan di vecchia data o acquisiti dopo la partecipazione di Agnelli a X-Factor. Come la 44enne Loredana, che ammette di aver iniziato ad ascoltarli solo dopo aver visto Manuel in versione giudice in tv: "Li ho scoperti così e mi sono innamorata. Sono partita stamattina da Livorno, dove abito, e mi sono fatta tre ore e mezzo di macchina. Ma ne vale la pena".

>>IL VIDEO: Gli Afterhours arrivano al cinema e regalano un live acustico ai fan<<

Di fianco a lei c'è Silvia, che viene da Pistoia, ha 38 anni e a differenza dell'amica ascolta gli Afterhours da sempre: "Il primo concerto degli After l'ho visto nel 1994 nella mia città, suonavano insieme ai Timoria. Pensa che stanotte ho fatto il turno in comunità, dove lavoro, e ora sono in dritto...". Le due toscane si sono conosciute proprio grazie alla passione in comune per la band: "Ci siamo viste a un'intervista del gruppo a Firenze, oggi siamo venute insieme". E con loro, in auto, c'era anche la laureanda Federica, che ha chiesto un passaggio in auto in un gruppo Facebook e si è aggiunta alle altre a Bologna: "La mia è una storia particolare: ho conosciuto gli Afterhours a una sagra di paese nella mia Sicilia. C'era una cover band che suonava "Ossigeno": la canzone mi piacque molto, così iniziai ad ascoltarli. E ora non faccio altro da otto anni".

I due musicisti si fanno attendere un po', ma in sottofondo la loro musica stempera la tensione. Poi entrano in sala, dopo che sul maxi schermo sono passate alcune immagini del docufilm appena pubblicato che racconta i 30 anni di storia della band, dagli esordi in inglese alle tournée internazionali, dai cambi di formazione fino alla line up attuale. Agnelli non si tradisce: jeans di pelle marroni, giubbotto di pelle nera, anfibi da vero rocker. Rodrigo è un po' più "raffinato" con un maglione a collo alto nascosto sotto la giacca, ma l'orecchino è immancabile. Ed è proprio lui a raccontare del concerto di Milano raccolto nel dvd, "un evento unico e irripetibile. C'era molta tensione, ma è stata un'emozione fortissima, un giorno che non dimenticherò mai". Agnelli, invece, parla della musica di oggi e dell'evoluzione dei propri lavori: "Piuttosto che dare dei messaggi, oggi preferisco ricevere energia dal pubblico. Ho iniziato a suonare perché cercavo un modo per esprimere il mio lato più violento, che solo con la musica riesco a tirare fuori. E' il lato che uso per scrivere le canzoni, e questa cosa per me è stata salvifica, mi ha cambiato la vita. Come band abbiamo dato il giusto peso alle giuste cose, senza inseguire un successo velleitario: credo che questo spieghi perchè continuiamo a suonare e ad avere successo anche dopo 30 anni".

Un ragazzo in sala, forse un aspirante musicista, rivolge una domanda ad Agnelli: "Come trovare l'ispirazione per scrivere testi?". "Basta guardarsi intorno, vivere - chiosa il cantante - Gli spunti sono ovunque. L'importante è fare un disco solo quando si ha davvero qualcosa da dire e non solo "per lavoro"". Prima di passare al firmacopie e alle foto, i due regalano un piccolo live acustico - chitarra, violino e voce - ai fan increduli, proponendo "Padania", "Quello che non c'è" e "Ballata per la mia piccola iena". Un'emozione davvero inaspettata per una sala cinematografica.

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