Cambia la manovra antismog: forni a legna e barbeque, nessun rischio di spegnimento

Via libera in Assemblea legislativa alla nuova manovra antismog proposta dalla Giunta al Piano aria. L'assessore Gazzolo: "Abbiamo ascoltato i territori"

La manovra antismog che cambia, accogliendo la richiesta della maggioranza dei territori, senza che vengano modificate le stime sul taglio alle emissioni inquinanti. Con lo spostamento al primo ottobre 2020 del blocco alla circolazione dei diesel Euro 4, sostanzialmente compensato dagli incentivi per rottamare i veicoli commerciali e di privati più inquinanti, dalla stretta sulle misure emergenziali e dal raddoppio delle domeniche ecologiche. "Perché da parte della Regione non c’è alcuna intenzione di fare un solo passo indietro o allentare la presa sulla tutela della salute e dell’ambiente", afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo.

Le misure in vigore

Queste le misure, dunque, in vigore fino al 31 marzo 2019 per il miglioramento della qualità dell’aria: blocco dei diesel fino all’euro 3, benzina fino all’euro 1 e ciclomotori pre-euro; misure d’emergenza più restrittive in caso di sforamento delle emissioni che scatteranno dopo soli 3 giorni di superamento continuativo del valore giornaliero di pm10, e che comprenderanno anche gli stessi diesel euro 4 (come lo scorso anno), e raddoppio delle domeniche ecologiche, almeno due al mese. Ma non basta. Dal mese prossimo le micro, piccole e medie imprese potranno usufruire dell’eco-bonus per i veicoli commerciali fino all’euro 4 e dal 2019 il contributo alla rottamazione dei mezzi più inquinanti fino ai diesel Euro 4 sarà estesa anche ai privati grazie ai 5 milioni che la Regione stanzierà entro la fine dell’anno.

I divieti si applicano in via ordinaria dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle 18,30, e nelle domeniche ecologiche. Norme ancora più dure in caso di sforamenti: il blocco scatterà infatti con un giorno di anticipo, 3 giorni di sforamento, rispetto allo scorso anno. L’attuazione delle misure del Pair 2020 è affidata all’adozione di apposite ordinanze da parte dei sindaci dei Comuni interessati. Sul sito regionale “Liberiamo l’aria” (www.liberiamolaria.it) saranno tempestivamente pubblicate, comune per comune, tutte le informazioni per i cittadini, con i testi delle ordinanze, i dati in tempo reale, le mappe, le misure emergenziali e le deroghe in vigore. Tra queste ultime il via libera alla circolazione per i mezzi alimentati a metano, gpl, elettrici, ibridi e quelli che viaggiano con almeno 3 persone a bordo, se omologati per 4 o più posti, e con almeno 2 persone, se omologati per 2 o 3 posti a sedere (car pooling).

Stufe e camini

Confermate inoltre le restrizioni già in vigore nel 2017 per i camini più vecchi, e cioè quelli aperti tradizionali (senza sportello a chiusura della sede di fiamma), le stufe o “caldaiette” con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Il divieto si applica però solo per l’uso riscaldamento e solo nelle abitazioni dotate di sistemi alternativi per riscaldare gli ambienti, e, nel caso, solo nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine. Sono esclusi i Comuni montani per il loro intero territorio se non interessati dalla procedura di infrazione comunitaria. Dunque, se in casa non ci sono altri tipi di impianti di riscaldamento i caminetti possono sempre essere accesi e utilizzati. Lo stesso vale per cucinare cibi o per fini commerciali: nessun rischio di spegnimento per pizzerie, ristoranti e barbeque. Non sono previsti divieti nemmeno per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore (la classe di appartenenza è indicata nella documentazione fornita dal costruttore e consegnata all’acquisto), che comprendono la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale, che incentiva interventi per l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

“Abbiamo ascoltato i territori com’è nello stile di questa Giunta - spiega Gazzolo -. Ci siamo fatti carico delle richieste dei sindaci e nello stesso tempo abbiamo svolto una seria valutazione per definire il bilancio emissivo dopo le decisioni prese nell’incontro dell’8 ottobre. Il risultato è un sostanziale pareggio rispetto allo scenario originario del blocco strutturale della circolazione per i diesel Euro 4, ovvero 280 tonnellate all’anno in meno di ossidi di azoto e 31,5 tonnellate di pm10, così come stimato dalle valutazioni di Arpae che saranno verificate con il monitoraggio che interesserà tutte le 90 misure del Piano aria. E questo anche grazie a due misure innovative: gli eco-bonus per i veicoli commerciali con un investimento regionale di poco meno di 4 milioni di euro e quelli per i privati previsti nel 2019 finanziati sempre dalla Regione con 5 milioni di euro. Con un impegno economico rilevante di cui la Giunta si è fatta carico- conclude l’assessore-, abbiamo accolto le richieste dei territori senza deroghe al taglio delle emissioni inquinanti che rimane il nostro obiettivo prioritario. Ora chiediamo la stessa sensibilità al Governo, di investire altri 5 milioni di euro per i veicoli privati per rafforzare la manovra a beneficio della salute di tutti i cittadini. Marciare insieme vuol dire proprio questo: farsi carico ognuno delle proprie responsabilità per azioni condivise ed efficaci per un’aria più pulita".

Le misure emergenziali

Con le misure approvate in Assemblea legislativa, vengono inasprite le misure emergenziali che scatteranno dopo soli 3 giorni, un giorno in meno rispetto al Pair 2020, di superamento continuativo del valore limite giornaliero di pm10 con il divieto di circolazione che si estenderà, in questo caso, anche ai diesel Euro 4. Inoltre, scatterà il divieto di utilizzo di stufe a biomassa legnosa fino alla classe 3 stelle compresa (se in presenza di impianti di riscaldamento alternativi), e ci sarà l’obbligo di abbassare a 19 gradi il riscaldamento nelle case e negli uffici e a 17 gradi nelle attività produttive e artigianali. Previsto il divieto di combustione all’aperto e di spandimento dei liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili (interramento immediato dei liquami o iniezione diretta al suolo).
Per far sì che le misure emergenziali vengano rispettate, saranno potenziati i controlli e sarà applicato il divieto di sostare in strada con il motore acceso.

Il taglio alle emissioni inquinanti

Equilibrio raggiunto nel bilancio delle emissioni inquinanti rispetto allo scenario che prevedeva il blocco alla circolazione dei diesel Euro 4 con una diminuzione di 280 tonnellate all’anno di ossidi di azoto (NOx) e 31,5 di pm10. Grazie alle misure emergenziali previste, con il blocco dopo 3 giorni di sforamento e il raddoppio delle domeniche ecologiche, e la rottamazione dei veicoli commerciali e privati l’obiettivo complessivo sarà infatti mantenuto (scenario stimato da Arpae ).

Gli eco-bonus per i veicoli commerciali: contributi da 4 a 10mila euro

Prenderanno il via dal mese prossimo gli eco-bonus per i veicoli commerciali destinati alle micro, piccole e medie imprese. In tutto, è a disposizione un pacchetto di 3 milioni e 850mila euro (1.850.000 di fondi regionali e 2 milioni statali) per incentivare la rottamazione dei diesel fino all’euro 4 fino a 12 tonnellate (categoria N1 e N2). Ogni impresa potrà sostituire fino a due veicoli per avere diritto a due contributi ed è ammessa anche la formula del leasing con ‘obbligo del riscatto’. Potranno essere acquistati mezzi elettrici, ibridi a benzina (full hybrid o hybrid plug in), a metano (mono e bifuel benzina) euro 6 o gpl (mono o bifuel benzina) sempre euro 6. A seconda del mezzo acquistato sarà corrisposto in forma diretta un contributo variabile dai 4 ai 10 mila euro. E a questo, grazie a un accordo tra Regione e associazioni Anfia, Unrae e Federauto, si aggiunge uno sconto non inferiore al 15% che i concessionari dovranno applicare a chi acquisterà i mezzi con il contributo regionale. Nella manovra sono ammessi anche i veicoli già rottamati a far data dal primo gennaio 2018.

Il commento della Lega

Per il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli, una cosa deve essere chiara: "Ad oggi la Giunta Bonaccini non ha disposto alcuna autorizzazione di spesa per il rinnovo del parco mezzi regionale. I bandi per l’erogazione di contributi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti non ci sono. Né sul fronte delle imprese e degli autoveicoli commerciali, né sul fronte delle vetture di proprietà dei cittadini emiliano romagnoli. Veneto e Lombardia, che con l’Emilia Romagna nel luglio del 2017 hanno sottoscritto l’accordo di bacino padano e adottato misure aggiuntive per il miglioramento della qualità dell’aria, hanno provveduto mesi fa a pubblicare i rispettivi bandi regionali per sostenere economicamente le aziende e i privati nella sostituzione delle vetture più inquinanti con veicoli a basso impatto ambientale. La nostra Regione, invece, è ferma al palo".

"Dei 4 milioni promessi da Bonaccini per rottamare i veicoli commerciali e dei 5 milioni annunciati più recentemente e destinati ai privati cittadini, non c’è traccia. Per questo motivo - spiega Pompignoli – ho chiesto, in un emendamento collegato al progetto di legge sulla sessione europea e bocciato dalla maggioranza, di votare in Aula l’autorizzazione di spesa di 5 milioni di euro per l’esercizio 2018 per dare corpo e sostanza alle parole del Presidente Bonaccini e aiutare, non solo con le promesse, ma con i fatti, gli emiliano romagnoli nell’acquisto di veicoli più sostenibili. Perché non c’è più tempo. Non possiamo aspettare oltre. I cittadini vanno aiutati adesso, non il prossimo anno, all’esito della manovra di bilancio di dicembre. Aggiunge Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna: "La Regione Emilia Romagna è fuori tempo massimo. La manovra messa in atto da questa Giunta svela l’interesse esclusivo del Partito Democratico di far slittare l’emanazione dei bandi in funzione della prossima campagna elettorale. Ne prendiamo atto, ma vorrei ricordare all’esecutivo Bonaccini, che saranno proprio quelle elezioni che rincorre con politiche funamboliche a decretare la fine, anche in questa Regione, della Giunta Pd".

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