Calano i rifiuti urbani: la raccolta differenziata si attesta al 56,4%

E diminuiscono anche i rifiuti indifferenziati, destinati in prevalenza alla termovalorizzazione, del 6,1%

Cala la produzione totale dei rifiuti urbani in Emilia-Romagna di circa 128 mila tonnellate rispetto al 2017: una riduzione del 2,6%. E diminuiscono anche i rifiuti indifferenziati, destinati in prevalenza alla termovalorizzazione, del 6,1%: 63.452 tonnellate in meno. Un dato importante perché nonostante la nostra regione continui a crescere – con una previsione per quest’anno del +1,9% del Pil, secondo i dati Prometeia, e quindi la crescita più alta nel Paese – la produzione dei rifiuti continua a calare come previsto dal Piano regionale approvato due anni fa.

"Si tratta di un dato molto significativo che conferma un costante e netto miglioramento- afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo-. In Emilia-Romagna si producono sempre meno rifiuti urbani e questo permette di fare passi avanti, avvicinandoci agli obiettivi del Piano regionale a soli due anni dalla sua adozione. Nella nostra regione c’è ripresa economica, ma cala la produzione di rifiuti: due elementi che confermano la strategia regionale. L’innovativo sistema di monitoraggio avviato, ci permette già in corso d’anno di analizzare e valutare l’andamento nella produzione dei rifiuti urbani. Al tempo stesso, consente di individuare tempestivamente eventuali azioni da mettere in campo per la loro efficiente gestione negli impianti presenti in regione, in un’ottica di autosufficienza e nel rispetto delle autorizzazioni vigenti per ciascun termovalorizzatore”.

In base ai dati, in Emilia-Romagna restano sostanzialmente invariate le autorizzazioni per gli inceneritori: in nessun impianto saranno trattati più rifiuti del previsto. Solo il termovalorizzatore di Parma sarà chiamato – in coerenza con l’accordo di autolimitazione siglato ad agosto – a gestire circa 34 mila tonnellate aggiuntive rispetto alle 130 mila già concordate. Si tratta comunque di una quantità inferiore di circa 3 mila tonnellate rispetto allo scorso anno e comprende le 5 mila tonnellate accolte dalla Liguria a fronte dell’emergenza in corso nella regione confinante. “A questi dati si uniscono le buone notizie sul fronte della raccolta differenziata che - conclude Gazzolo -, nel 2017, si è attestata al 64,3%: oltre 2 punti e mezzo in più sull’anno prima. Uno stimolo ulteriore per raggiungere risultati sempre migliori e conseguire gli obiettivi per una vera economia circolare fissati con il Piano dei rifiuti”.

I dati

La raccolta differenziata oltrepassa abbondantemente il 50% in tutte le province (dati 2017). Parma tocca il 77,6%, facendo registrare un incremento pari al 3,7% rispetto al 73,9% del 2016. Reggio Emilia segna il 71,3% (+2,9% rispetto al 2016), poi Ferrara che raggiunge il 68% e mette a segno l’aumento più rilevante sull’anno precedente: +7,2%. Modena con il 67,8% (+3% in più), quindi Rimini al 63,5% (+3,3%) e sale anche Bologna con un +2,8%, centrando il 59,5% di differenziata. Forlì-Cesena si attesta al 56,4% (+0,8) mentre Ravenna è sostanzialmente stabile col 54,8% (-0,4%). Calo per Piacenza, al 61,1% rispetto al 63,4% dell’anno precedente. Il passaggio alla tariffa puntuale, indispensabile per accrescere le percentuali di raccolta differenziata, avverrà in modo completo in tutti i territori quando saranno aggiudicate le nuove gare per il servizio di gestione rifiuti. Entro l’autunno prenderanno il via a Bologna, Modena e Reggio Emilia, mentre sono in corso le procedure di aggiudicazione per Piacenza, Parma, Ravenna e Cesena.

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