Pane, olio e fantasia

Pane, olio e fantasia

I brazadel, l'abbraccio che unisce il mondo

La storia dei dolci col buco: in America si chiamano donuts, in Germania krapfen, in Romagna bracciatelli. E sono buonissimi...

Il brazadel più che un biscotto è un esemplare primordiale di dolce, ha origine da un archetipo che viene riproposto in varie tradizioni culinarie in tutta Italia e anche oltre. In America sono i famosissimi donuts, in Germania i krapfen col buco, solo per citarne due. Ma ci sono anche le graffe napoletane, i taralli dolci pugliesi, le zeppole di carnevale... Il buco è l'elemento che non varia mai, il resto cambia. L'impasto, in alcuni casi, può essere solo di farina, in altri casi avere l'aggiunta di patate per renderlo più soffice. Il dolce può essere cotto al forno o fritto, essere impastato con lievito o senza, avere decorazione oppure essere disardorno. In Romagna, come nel resto d'Italia dove le ciambelle col buco hanno una lunga tradizione, l'origine - a parte le varie leggende che si narrano - ha avuto due motivazioni di carattere pratico. La prima è che i panettieri che preparavano torte e biscotti si erano accorti che spesso la parte più difficile da cuocere era proprio il cuore, che spesso rimaneva crudo. Così lo eliminarono. La seconda è che la forma era ideale per trasportarli e venderli, soprattutto per quanto riguarda i brazadel grandi come sembra venissero preparati a metà dell'Ottocento. Si infilavano nel braccio o in un'asta di legno e via. Erano prodotti molto semplici e poco dolci. Al tempo strutto, olio, zucchero  e uova non erano di facile reperimento e costavano parecchio. Al giorno d'oggi questi prodotti hanno reso i brazadel dei biscotti piacevoli, croccanti e soffici allo stesso momento, ma soprattutto ottimi da inzuppare. E pensate che spulciando di qua e di là ho trovato che anche nel lontano Trentino, così diverso come tradizioni e cultura dalla Romagna, si mangia il brazadel. A differena dei nostri brazadel è una torta soffice e molto lievitata. Ma l'origine è simile, il nome, infatti, deriva dal fatto che le donne, che compravano queste ciambelle nei mercati o nei panifici, le portavano infilate al braccio tornando verso casa. Dimostrazione che a tavola tutto il mondo s'incontra. 

Pane, olio e fantasia

Il cibo è piacere, ma anche cultura. Nella zona di Forlì e Cesena non mancano ottimi prodotti alimentari tipici e uno degli ingredienti fondamentale per cucinarli, che è la fantasia. Come non mancano locali dove si mangia bene, si fa intrattenimento intelligente e si tramandano tradizioni culinarie rinnovandole. Qui troverete storie di piatti tipici, nuovi locali che aprono, eventi gastronomici di richiamo, idee innovative da mettere in tavola e curiosità da versare nel bicchiere e bere tutte d'un fiato. Quindi prendete posto e buon appetito a tutti.

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