Pane, olio e fantasia

Pane, olio e fantasia

Celiaci, dove andare a mangiare

I suggerimenti di Vittoria Laghi, vive a Cesena ed è dottoranda in ingegneria civile a Bologna. Cinque anni fa ha scoperto di essere ciliaca, da allora ha aperto un blog per mappare tutti le città del mondo

Il classico "panino al volo"? Vietato. Andare a mangiare la pizza con gli amici? Solo dopo aver fatto ricerche approfondite sul locale giusto. Ad avere questo tipo di problemi sono le persone che fanno parte di quell'esercito silenzioso formato dai celiaci, soggetti geneticamente predisposti a sviluppare un'infiammazione cronica dell'intestino tenue, scatenata dall'ingestione di glutine. In alcune persone la celiacia resta silente per tutta la vita, in altri viene fuori subito, dalla nascita, in altri ancora a una certa età fa capolino, rivoluzionando alcune abitudini. 
Una di queste persone è Vittoria Laghi, dottoranda a Bologna in Ingegneria Civile e autrice del blog notoastbreakfast.com.

Vittoria ha 25 anni, è originaria di Cervia ma vive a Cesena, e cinque anni fa ha scoperto di essere celiaca. "Ho sintomi molto forti, se mi va male rischio anche di perdere i sensi - spiega Vittoria - I primi sei mesi in cui ho scoperto di avere questo tipo di infiammazione non sono più uscita a mangiar fuori con gli amici, mi sentivo protetta e sicura solo in casa. Poi è cambiato, piano piano ho iniziato a sperimentare". E proprio da queste sperimentazioni è nato il suo blog che sta diventando un punto di riferimento per tutte le persone che soffrono di celiachia. "Ho viaggiato e viaggio tuttora molto - continua Vittoria - quindi ho potuto mappare molte città italiane, europee, una gran parte dell'America del Nord, il Brasile. A dicembre partirò per la Cambogia e così darò qualche consiglio ai celiaci anche per quella parte del mondo". 
Ma a Cesena, Vittoria, come siamo messi? "Beh, non è facile ancora trovare tutto per celiaci - racconta - anzi, direi che è difficile, ma va già molto meglio di 5 anni fa. Per quanto riguarda le pizzerie a Cesena ce ne sono tre certificate dall'Associazione Italiana Celiachia: Il Portico, i Girasoli e il Fuori Porta. La piadina la posso mangiare da Micamat e da Acqua e Farina. Le colazioni sono l'aspetto più difficile perchè quasi tutti i bar tengono brioche confezionate per celiaci ma non prodotti freschi, invece da Dolce Amaro trovo paste molto buone e fresche. Anche Pappareale ha proposte senza glutine. E poi c'è un forno a Martorano "Zero Farina" che fa solo prodotti senza glutine: un sogno per i celiaci...
Se voglio una pastasciutta è più difficile, vado al Gallo Rosso a Cesenatico o l'Incisa di Acquapartita. Ma ormai tutti i ristoranti riescono a offrire piatti per celiaci, piatti che non prevedono glutine. Si tratta, ovviamente, di piatti con verdure, carne, pesce. O meglio ancora il classico risotto di mare. La cosa importante è che ormai quasi tutti i ristoratori hanno preso coscienza di questo problema e sono molto disponibili a venire incontro alle nostre esigenze. Se penso solo a com'eravamo cinque anni fa, sono stati fatti passi da gigante e ora possiamo anche noi andare a mangiarci una pizza con amici senza vergognarci, o, peggio ancora, stare male". 

Pane, olio e fantasia

Il cibo è piacere, ma anche cultura. Nella zona di Forlì e Cesena non mancano ottimi prodotti alimentari tipici e uno degli ingredienti fondamentale per cucinarli, che è la fantasia. Come non mancano locali dove si mangia bene, si fa intrattenimento intelligente e si tramandano tradizioni culinarie rinnovandole. Qui troverete storie di piatti tipici, nuovi locali che aprono, eventi gastronomici di richiamo, idee innovative da mettere in tavola e curiosità da versare nel bicchiere e bere tutte d'un fiato. Quindi prendete posto e buon appetito a tutti.

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