INFO
"Classe 1975, si considera un "cittadino attivo" alla ricerca della verità, della libertà e della bellezza sotto ogni forma. Originario dalla provincia di Verona, vive e lavora a Forlì, dove si è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Appassionato di Educazione civica e convinto sostenitore dei valori repubblicani, è anche attivista dell'associazione apartitica e apolitica "Pensiero e Azione", ispirata ai principi mazziniani"
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Buongiorno Italia!
Buongiorno Italia e buon lunedì!
Per ogni cosa che inizia, occorre fare le dovute presentazioni. Mi chiamo Riccardo Tessarini e questo è il mio blog, un'opportunità che le Direzioni di Romagna Oggi e di City News hanno voluto concedere a me e a voi.
Lo abbiamo chiamato "Il Cittadino" perché ci riguarda tutti, perché se c'è una cosa che ci accomuna, al di là delle ideologie politiche, delle logiche di partito, è che siamo tutti cittadini, siamo tutti Italiani.
Aristotele chiamava "cittadino" colui che era in grado tanto di governare quanto di essere governato. Essere cittadino significava, secondo lui, essere portatore di un potere pubblico permanente e illimitato, per mezzo del quale un individuo partecipava all'esperienza politica fondamentale di prendere decisioni collettive. Insomma, ciò che conta è la libertà di prendere parte alle decisioni pubbliche, più che al contenuto delle decisioni stesse.
Ecco, con questo strumento informatico che è il blog ci proponiamo di diffondere, con cadenza settimanale (per il momento ogni lunedì) questo messaggio: possiamo rimetterci in marcia! Un'Italia diversa, un'Italia migliore è possibile! Ma c'è bisogno di uomini e di donne di buona volontà, di cittadini determinati, umili ed uniti.
Oggi è un giorno importante per la Repubblica Italiana perché si apre anche una nuova parentesi politica, con un repentino ed urgente "cambio della guardia" per traghettare l'Italia fuori dal vortice. Oggi, per alcuni versi, si ricomincia daccapo …un'altra volta. Ma non è un buon motivo per mollare, per abbandonarsi alla disillusione. Non è giustificabile una disaffezione verso le leggi e verso le istituzioni. Non possiamo più permetterci di indulgere nella polemica.
Al contrario, dovremmo fare tutti un passo indietro, ammettere ognuno le proprie responsabilità e rimboccarci le maniche. Solo così potremo risalire la china e diventare una nazione forte.
Questo blog, che mi auguro con tutto il cuore possa rappresentare un tavolo di discussione utile ed autentico e, allo stesso tempo, di stimolo verso il cambiamento, è senza dubbio una goccia nell'oceano. Ma, come diceva Madre Teresa di Calcutta: "Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano. Ma, se non ci fosse quella goccia, all'oceano mancherebbe".
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R: Buongiorno Italia!
Eddy:
Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.
I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.
Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una.
Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, s'indebitarono con la banca.
Com'era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.
Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati e affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.
Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).
Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio né quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi d'interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità, ecc...
Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.
Questa triste storia diventa più gustosa, quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un'isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte.
Noi li chiamiamo fratelli Mercato.
Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.
E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete? Se questa storia vi ricorda qualcosa INDIGNATEVI, e cominciate a riflettere su tutto quello che TV e Giornali rifilano.
Buona serata a tutti.
R: Buongiorno Italia!
Eddy:
Primo abbassare la benzina (è aumentato tutto quello che viene trasportato su strada), secondo detassare le buste paga e togliere l'imu sulla prima casa (così la gente spende e crea consumi) terzo tassare maggiormente gli italiani ricchi, quelli col c/c a 6 cifre ed oltre, fino ad arrivare a quei pochi che detengono ricchezze per 3 milioni di italiani... sennò te lo scordi il rilancio dell'economia !
Ciao Riccardo
R: Buongiorno Italia!
un bacio Riccardo
ti leggerò (e commenterò
molto volentieri!R: Buongiorno Italia!
Paco:
in bocca al lupo per questa tua nuova avventura.
Volevo introdurre un argomento datato ma sempre attuale: il famigerato Canone della Rai.
Cosa pensa in cittadino di questa tassa? Forse la più odiata dagli italiani?
R: R: Buongiorno Italia!
Il canone RAI è una tassa che, come tutte le tasse, è ingiusta ma necessaria. Cosa dire allora dell'ICI, del bollo auto, delle accise sui carburanti, dell'IVA? Ve ne sono a decine che paghiamo quotidianamente, senza nemmeno farci caso. Nessuna di queste è giustificabile in sé e per sé! Sappiamo però che le tasse sono state introdotte per la necessità di redistribuire la ricchezza tra i membri di una società e per assicurare a tutti servizi minimi; e che al di là di una certa soglia, la cittadianza non è più disposta ad accettarne. Questo è quanto accade in una società ideale in cui le cose funzionano. Ma in Italia sono secoli che desideriamo la moglie ubriaca e il vino in cantina, a scapito degli altri. E dal 1948 in poi, quando gli italiani hanno acquisito lo status di cittadino (che, per definizione, implica il riconoscimento di alcuni diritti e l'espletamento di alcuni doveri) le cose non sono andate meglio, soprattutto al Sud. Abbiamo continuato a fregarci reciprocamente e, soprattutto, a fregare la collettività (a cominciare dal Fisco). Quindi oggi stiamo semplicemente pagando decenni, forse secoli, di malgoverno e di reciproci inganni, le cui conseguenze sono oggi sotto gli occhi di tutti (inefficienze, sprechi, presenza capillare della mafia, corporativismo, scandali). Insomma, tutti fenomeni che dovrebbero appartenere al passato. Ma da noi non è così. Paradossalmente, siamo tanto smemorati quanto ineluttabilmente aggrappati ad un passato che non vogliamo che passi. è come se ad una parte del popolo andasse bene così com'è, che tutto sommato le cose vanno bene. Sì, potrebbero andar meglio...ma chi se ne frega, non sei d'accordo?
Ad ogni modo, riprenderò l'argomento perché mi hai dato un bello spunto. Grazie. Un caro saluto, Riccardo
R: Buongiorno Italia!
Gianluca:
Beh siamo all'inizio e allora mi limito a farti gli auguri , in bocca al lupo e speriamo che sempre più Cittadini (con la C maiuscola) si rendano conto che ognuno di noi è fondamentale in una Società Civile come ogni singola goccia nell'oceano.
R: Buongiorno Italia!
Eddy:
Umilmente direi che più che cittadini siamo dei polli perennemente spennati dai vari colori politici che si azzuffano sui media e fanno quadrato in parlamento quando qualcuno parla dei loro privilegi.
Spero che la parentesi politica a cui ti riferisci non sia quella del nuovo governo tecnico, si perchè se credi che un banchiere traghetti l'italiano medio, diciamo anche l'italiano sotto la media fuori dal baratro temo tu abbia preso un granchio colossale, infatti anche l'ultimo dei presunti professori o geni economici poteva aumentare la benzina e l'età pensionabile.
Come si suol dire, dalla padella Berlusconiana alla brace Montiana, il peggio non ha mai fine.
Ebbene sì, al posto di Monti avrei visto bene un operaio o anche una casalinga, avrebbero avuto maggior equità e rigore per l'Italia; per quanto mi riguarda quello che il professore sta facendo mi ha aperto definitvamente gli occhi sulle idee politiche che avevo....
R: R: Buongiorno Italia!
Ora, la "parentesi politica" a cui mi riferisco è proprio quella in corso, quella inaugurata da Monti. Ma, non ti preoccupare, non sono così stolto da credere che egli riesca a risanare le cose, non foss'altro perché non è con l'aumento delle tasse che si risolleva un paese, ma con l'aumento della coscienza civica, applicata nel quotidiano. Certo, siamo in emergenza e, si sa, quando la barca affonda, non si può spostarsi in salotto per parlare di filosofia. Occorre agire, e in fretta! Ma da quanti anni è che il nostro paese è in emergenza o quasi? Quanti scioperi a catena, quanti aumenti di tasse, quanti scandali macroscopici, quante ingiustizie sociali, quanti richiami dalla Corte dei Conti, dal FMI e dall'OSCE, quante multe dall'UE, quante inefficienze dobbiamo ancora subire per capire che l'emergenza di cui siamo tutti testimoni (e vittime, purtroppo) è un fenomeno prevedibile e previsto nei circoli del potere? Occorre fare una seria riflessione su questo problema. Ma siccome una parte della classe politica dirigente e alcune figure dell'establishment economico non se ne sono fatte carico abbastanza negli ultimi decenni (o, peggio, l'hanno auspicata), adesso la patata bollente passa ai cittadini comuni e l'onere redistribuito (Alitalia docet). Ma non è che questi stessi cittadini siano forse stati in qualche misura complici e conniventi, più o meno consapevolmente, per decenni? Insomma, chi ha lottato per il bene comune? Chi per la giustizia sociale, per l'equità? Chi si è rimboccato le maniche? La risposta è: pochi, pochissimi. Ma la storia non si cambia con piccoli, isolati casi. Occorre lo sforzo di molti. Magari poco, ma unito.
Almeno su questo, credo siamo d'accordo.
Grazie comuqnue per il commento e a presto.
Riccardo
R: Buongiorno Italia!
vespar:
R: Buongiorno Italia!
R: R: Buongiorno Italia!
Manuel: