Anche la Provincia di Forlì-Cesena si schiera contro la violenza sulle donne

La Provincia di Forlì-Cesena, insieme ai Comuni, considera le scuole il luogo fondamentale per accrescere la consapevolezza dei diritti sociali, attualmente appannati, di chi è più vulnerabile per genere, orientamento sessuale, stato sociale, colore

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Provincia di Forlì-Cesena, in collaborazione con l’Ausl Unica Romagna e l’Università degli Studi di Bologna, promuove per giovedì 6 dicembre, in accordo con la Consigliera di Parità della Provincia di Forlì-Cesena, un seminario intitolato “Violenza sulle donne: azioni di contrasto tra cultura, vita quotidiana e lavoro”.
 
Lo scopo dell’incontro è duplice. In primo luogo si intende fornire una fotografia delle discriminazioni e della tipologia delle violenze perpetrate ai danni delle donne in ambito sociale, anche tramite web, familiare e lavorativo nel nostro territorio attraverso gli interventi di personale specializzato delle Forze di Polizia e sanitario per poi dare informazioni utili sulle norme e sulle modalità di difesa nonché sulla cura, anche dal punto di vista psicologico, delle vittime di maltrattamenti e di abuso anche con riguardo ai fenomeni collegati al rapporto madre maltrattata-figli.
 
Il Presidente della Provincia Gabriele Fratto a questo proposito dichiara :”La giornata contro la violenza sulle donne non va vissuta come liturgia,  ma come autentico momento di riflessione per le istituzioni.
Adoperarsi attivamente per contrastare tutti gli stereotipi di genere, far crescere una vera cultura della parità, combattere tutte le disuguaglianze in ogni ambito della vita quotidiana, compreso il contesto lavorativo, anche pubblico, deve essere il compito primario di ogni istituzione che abbia a cuore lo sviluppo armonico della sua comunità radicato nella legalità, intesa in ogni sua declinazione.
E’ per questo motivo che la Provincia di Forlì-Cesena, insieme ai Comuni, considera le scuole il luogo fondamentale per accrescere la consapevolezza dei diritti sociali, attualmente appannati, di chi è più vulnerabile per genere, orientamento sessuale, stato sociale, colore. In particolare il “zitte e a casa” non è un principio declinato dalla nostra Costituzione ed in quanto tale non può essere a fondamento della nostra comunità.”

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